Almanacco dei Capodanni




Capodanno Civile

1 gennaio
Il Capodanno è sostanzialmente una festa di inaugurazione e, nelle sue manifestazioni, risponde al desiderio di porre una netta divisione tra il passato, non sempre lieto, e l’avvenire che si augura felice.
Motivata dall’idea di un tempo ciclico legato probabilmente sull’esperienza del ciclo agricolo – e, in effetti, il momento del raccolto segnava presso numerose civiltà la fine di un anno e precedeva immediatamente la festa di Capodanno – la festività era sentita anche presso popoli non coltivatori che tuttavia rilevavano, in vario modo, le ricorrenze stagionali (venuta delle piogge, fioritura, disgelo delle acque, risveglio della natura, …). In tal modo il nuovo ciclo non appariva come il proseguimento del vecchio ma era inteso come "un fatto" nuovo e diverso. L’idea che il tempo "vecchio" si logorasse e finisse faceva sentire il Capodanno come una nascita (o rinascita) del mondo, una liberazione da un peso opprimente e carico di tristezza e malinconia.
Questo retaggio storico lo si prova, certamente in misura minore, anche ai nostri giorni; in prossimità della fine di un anno; per quanto l’anno sia stato generoso, nell’imminenza della sua fine ci auguriamo e speriamo che il prossimo sia migliore e ci riservi sempre di più di quello che abbiamo ricevuto nel passato. Non per nulla il detto popolare "Anno nuovo, vita nuova" appare più calzante che mai e la nascita di un nuovo anno è salutata, folcloristicamente, con fuochi artificiali colorati e rumorosi: splendide dimostrazioni di gioia e allegria.
Fino a pochi anni fa, fortunatamente l’usanza è del tutto sparita, a sostegno della volontà e del desiderio di cambiamento, nella notte di capodanno si lanciavano dalla finestra oggetti vecchi e rotti, magari accantonati da mesi addietro, come se quell’atto fosse scaramantico di novità e cose belle.


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Capodanno Romano

1 marzo
Anticamente l'1 marzo era il giorno di Capodanno nella Repubblica di Venezia: anche la datazione ufficiale faceva riferimento a questo giorno e di conseguenza si trovava due mesi in dietro rispetto al calendario attuale, già in uso in altri Stati. Per evitare fraintendimenti le date dei documenti venivano allora affiancate dalla dicitura latina «more veneto», ossia "secondo l'uso veneto": in tale modo, ad esempio, la data «14 febbraio 1702 more veneto» corrispondeva alla data generale «14 febbraio 1703» in quanto l'anno 1703 iniziava in veneto solo a partire dal mese seguente e quindi febbraio risultava essere l'ultimo mese del 1702 (il vecchio anno)

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Capodanno Cristiano

25 dicembre
Il 25 dicembre come giorno di festa grande compare in Italia ed in Europa per la prima volta nel 274 D.C. per ordine dell’ Imperatore Aureliano che fece diventare Festa Ufficiale il Natale del Sole e la volle celebrata in tutto l’Impero Romano: il Dies Natalis Solis Invicti L’imperatore Aureliano aveva appena concluso la riunificazione dell’ Impero Romano ed era reduce dalla grande vittoria sull’ allora principale nemica dell’impero, la Regina Zebedia del Regno di Palmira. Aureliano all’inizio della battaglia decisiva disse di aver avuto la visione benaugurante del dio Sole di Emesa. L’Imperatore trasferì a Roma, in segno di ringraziamento, la classe sacerdotale e il culto del Sole di Emesa ed in onore del Dio Sole Invincibile fece edificare un tempio di Stato a Roma. All’imperatore non sfuggiva inoltre come l’adozione del culto del Sole in tutto l’ Impero potesse servire a consolidare la riunificazione ed essere elemento di unità culturale. Nelle diverse forme, il culto del Sole era infatti presente in tutte le regioni dell’impero, dall’Egitto all’Anatolia, tra le popolazioni celtiche fino a quelle arabiche, tra i Greci e gli stessi Romani.
La festa del Sol Invictus si affermò come la festa più importante dell’ Impero, con grande partecipazione popolare a Roma, anche perché si innestava ed andava a concludere la festa romana più antica, i Saturnali..

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Capodanno Celtico

1 novembre
Tradizionalmente il Capodanno Celtico si celebra a partire dal tramonto del sole, tra il 30 ottobre e il 1° novembre. Questo era il momento più solenne e importante dell’antico: rappresentava il rinnovamento dell’anno, la fine e l’inizio di un ciclo in natura, nella vita quotidiana e nella sfera più intima e profonda della vita stessa, la spiritualità. Questo Capodanno segnava la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno, la notte era più lunga del giorno e l’anno nuovo si raffreddava gradualmente nella sua metà oscura e sotterranea.
Samhain era chiamato anche Trinoux Samonia, ovvero “Tre Notti di Fine Estate” e i festeggiamenti si protraevano per tre giornate.
Molte leggende celtichein cui si narrano cicli epici di re ed eroi si svolgevano nella notte di Samhain. Queste leggende si ricollegavano ai cicli di fertilità della Terra e all'inizio del regno semestrale dell’Oscurità. Per i Celti, che erano un popolo dedito all'agricoltura e alla pastorizia, questa ricorrenza assumeva un’importanza particolarissima. La vita quotidiana cambiava radicalmente: le greggi venivano riportate giù dagli alpeggi e dai pascoli estivi, le ultime mele erano state raccolte, i campi non davano più frutti e venivano preparati per la nuova semina, le persone si chiudevano nelle case per trascorrere al caldo le lunghe e fredde notti invernali trascorrendo il tempo in lavori artigianali, costruendo utensili e passando le serate a raccontarsi storie e leggende.
In alcune regioni del nord Europa, in particolare nelle Highlands scozzesi, i giovani uomini percorrevano i confini delle fattorie, dopo il tramonto, tenendo in mano delle torce fiammeggianti per proteggere le famiglie dalle Fate e dalle forze malevole che erano libere di camminare sulla terra quella notte. Questo era il momento in cui si poteva facilmente prevedere il futuro e la sorte, una tradizione che è rimasta “impigliata” in molte usanze folkloriche.


[fonte trigallia.com]


Capodanno Cinese

febbraio
I festeggiamenti dell’Anno Nuovo sono molto sentiti tra i Cinesi, che, per questo giorno, riescono ovunque si trovino sparsi per il mondo, a festeggiare secondo le loro tradizioni.
Ancora oggi è rimasta l’abitudine di fare una pulizia completa della casa l'ultimo giorno dell'anno o poco prima. Le case ricevono una pulizia completa, i mobili spolverati, la biancheria da letto lavata. Anche gli uffici vengono puliti e persino le strade vengono spazzate con una cura particolare. La vecchia superstizione che questa pulizia avrebbe eliminato le sfortune e portato la buona fortuna è diventata ora una semplice buona abitudine..
Altra usanza e’ quella dei regali: in generale dettati dalle convenzioni.
I ricchi regalano sete o gioielli ai membri della famiglia, thè di buona qualità, fiori freschi, frutti rari o altre squisitezze ad amici o parenti lontani. Questi cibi avevano un valore sia pratico che simbolico: essi significavano che il donatore non mancava delle necessità della vita e che desiderava condividere la sua abbondanza.
Sulla porta di casa vengono appese (una per parte) lunghe strisce di carta rossa che esprimono auguri di buona fortuna per tutti i giorni dell’anno.
Per il cenone vengono cucinati piatti speciali: sulla tavola viene posto un grosso pesce, intero, per simboleggiare l'unità della famiglia. Per questa occasione si cerca di mettere in tavola il meglio di tutto dove non possono mancare i fantastici “biscotti della fortuna”, cioe’ i biscotti che contengono, al loro interno, un bigliettino, in cui vengono trascritte frasi importanti o massime filosofiche, che daranno un indirizzo ai giorni del nuovo anno.
Mitici e ormai leggendari i loro fuochi d’artificio allo scoccare della mezzanotte, i mortaretti, nonche’ le rappresentazioni in costume con il simbolo dell’anno nuovo, che percorre i quartieri cinesi, in quasi tutte le citta’ del mondo dove vivono.

[fonte]

a cura di Mary Falco
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